Chi ha paura delle clementine?

Questa non è una ricetta, è la storia di un bambino che non ha mai mangiato una clementina e non sa come si fa. Poi se volete fare delle clementine come quelle nella foto, vi occorre solo un pennarello nero indelebile, le potete usare come “dolcetto” per la festa di Halloween.

L’altro giorno ho vissuto di persona questa esperienza molto toccante che vi voglio raccontare. Ero in auto, stavo guidando e ho chiesto a mio nipote di 11 anni, che era sul sedile posteriore, di sbucciare una clementina. Mai mi sarei aspettata questa sua risposta:

“Come si fa?”

“Come, come si fa?” Ho detto, e lui:

“Ma zia, io non ho mai sbucciato una clementina.”

Pensavo scherzasse, ho dovuto veramente spiegargli come fare a sbucciare la clementina, nonostante la sua riluttanza non ha voluto saperne di assaggiare nemmeno una fettina.

A parte la mia irritazione iniziale mi sono chiesta come mai questi bambini non sono più abituati a mangiare la frutta. Poi sono venuti i giorni di preparazione a quella magica festa importata dagli Stati Uniti che è Halloween e mi sono guardata in giro, ho visto un sacco di dolcetti, marshmallow, cioccolatini , caramelline piene di zuccheri e coloranti e ho associato tutto questo alla scena della clementina in auto.

Questi bambini, ragazzi di oggi, un’espressione orribile da usare che mi fa anche capire che ormai sono diventata vecchia, sono così abituati a mangiare dolcetti confezionati che non conoscono e non apprezzano più il gusto della frutta. E cosa possiamo fare, mi chiedo, per educare e abituare i ragazzi a provare curiosità e desiderio di mangiare la frutta?

Penso che per prima cosa sarebbe bene che iniziassimo a comprare meno di questi dolcetti confezionati. La scelta giusta da fare è di comprare più frutta, soprattutto la frutta di stagione, e abituarci tutti di nuovo a mangiare la frutta anche come merenda.

Le clementine sono molto dolci ad esempio perché non mangiarne di più o almeno provare ad assaggiarle?

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su paneoliopomodoro.it

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